Biografia

Federico Moccia

Il cielo non ha confini.

E' uno spazio aperto, infinito e bellissimo.

La sua unica regola è l’accoglienza: nuvole, sole, vento, colori, rotte, ali e possibilità trovano spazio nella sua immensità. In quella libertà d’azzurro nuotano anche i nostri pensieri, le parole, i desideri, quello che ci ha colpito e le novità che ci hanno spinto a continuare.

Ma il cielo non è solo lassù.

Perché puoi afferrarlo con gli occhi e portarlo dove vuoi.

Puoi tenerlo dentro di te quando tutto va storto e farlo esplodere quando invece sei felice.

Il cielo è una scatola.

Contiene le idee che non hai ancora avuto il coraggio di raccontare: i sogni che solo di notte hai il coraggio di fare; le parole, tutte quelle che la voce non sa dire, quelle rimaste dentro una penna, silenziose, impaurite, in attesa di uscire.

....

Raccontarsi è attraversare se stessi.
E poi dirlo agli altri, senza imposizione alcuna, solo con la voglia di conoscersi e condividere.

Chi sono... domanda difficile.
Domanda bellissima.
Io sono le parole che amo, le storie che racconto, gli amici più cari che mi accompagnano in questa vita.
Sono nei colori di un fiore che cresce ostinato al bordo di una strada asfaltata.
Vivo dentro al cielo, quando al tramonto si tinge d'arancio, sempre diverso, sempre se stesso.
Sono nei quadri che dipingo, nella penna che uso quando scrivo, in un piccolo regalo che scelgo per fare una sorpresa.
Sono nel piacevole tepore di un maglione d'inverno e nella libertà di una maglietta estiva, nel caldo sole d'agosto.
Mi ritrovo nelle pagine degli scrittori che amo, nei fotogrammi di un film che mi commuove.
Mi perdo negli occhi di chi amo e mi ritrovo in quelli di chi mi fa sorridere e sa ridere di sé.
Sono le cose che amo: l`amicizia e la lealtà, la solitudine e la compagnia degli amici, il silenzio e lo scoppio improvviso di una risata.
Correre in moto, quando la visiera del casco è alzata ed entra il vento.
Parlare senza dire niente, perché gli occhi hanno già svelato tutto.
Mangiare una brioche calda alla crema, bere una buona birra.
Nuotare nel mare: quello salato d'estate e quello turbolento e dolce dei sentimenti.
Penso che le persone siano onde: mai né vincenti né perdenti.
Solo onde.
Che mi portano via, mi affascinano, mi spingono e sollevano.
E non so mai a quale spiaggia mi faranno arrivare. Ognuna delle persone che incontro è un'onda in cui mi tuffo volentieri.
E mi piace chi sogna, chi sorride, chi vive e non sopravvive, chi non perde fiducia ed entusiasmo, chi pensa che un tramonto non sia una fine ma un inizio.
E tutto questo non è questione d'età.
Amo la curiosità quando è voglia di conoscere e non invadenza.
Sono curioso "come una donna", dicono a volte i miei amici.
E io rido.
Ma credo che la curiosità sia una cosa bella, e comunque, che non appartenga ad una sola categoria.
Amo il darsi del "Tu": è come darsi del "Lei". Dipende sempre e solo da come lo si fa.
Poi, come diceva J. Prevert, "non volermene se ti do del tu: io do del tu a tutti quelli che si amano anche se non li conosco."
Amo il mio essere adulto oggi, perché è frutto del ragazzo che ero ieri.
Che ha provato dolore, gioia, solitudine, delusione, voglia di reagire, speranza.
Nessuno ti ascolta se non sei credibile.
E sei credibile quando non nascondi il tuo universo. Amo i brividi che mi attraversano quando qualcuno mi ha capito e si ritrova in ciò che scrivo.
K. Gibran affermava che "il significato di un uomo non va ricercato in ciò che egli raggiunge, ma in ciò che vorrebbe raggiungere."
Ed io ci credo.

Federico Moccia.
Scrittore, Autore, Sceneggiatore.

Federico Moccia è nato a Roma il 20 Luglio del 1963.
É figlio d'arte: suo padre è Giuseppe Moccia, meglio conosciuto come Pipolo, che è stato prima sceneggiatore cinematografico, assieme a Castellano, di varie pellicole con Totò, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ed altri comici italiani, e poi regista di alcuni tra i maggiori successi commerciali della commedia all'italiana a cavallo tra gli anni '70 e '80, come Il bisbetico domato, Attila flagello di Dio, Il ragazzo di campagna o Innamorato pazzo.

Proprio Attila flagello di Dio, del 1982, segna l'esordio nel mondo del cinema di Federico, che vi partecipa come aiuto regista. Nel 1986 è uno degli sceneggiatori della prima stagione de I ragazzi della 3ª C. Dopo l’esordio alla macchina da presa come regista nel 1987 del film Palla al centro, di cui è anche sceneggiatore, Federico Moccia passa alla TV con il telefilm College, di cui è regista e sceneggiatore. In TV rimane a lungo anche in qualità di autore, scrivendo i testi di molte trasmissioni di successo nel campo dell'intrattenimento come I Cervelloni, Fantastica italiana, Ciao Darwin, Chi ha incastrato Peter Pan?, Domenica In e Il treno dei desideri.

Nel 1992 scrive il suo primo libro, il romanzo Tre metri sopra il cielo. Non riuscendo a trovare una casa editrice disposta a pubblicarlo decide di farlo a sue spese con una piccola casa editrice, Il Ventaglio, con una tiratura di poche copie. Ma le poche copie del libro vanno subito a ruba e cominciano a girare tra i giovani lettori copie fotocopiate del libro.

Intanto, nel 1996, torna al cinema con il film Classe mista 3A, da lui scritto e diretto, che si avvale anche della partecipazione di Paolo Bonolis. Ritorna quindi dietro le quinte televisive, per uscirne però a sorpresa nel 2004, a quarantuno anni, quando il suo libro d’esordio Tre metri sopra il cielo diviene il nuovo caso letterario italiano, ottenendo un enorme diffusione tra i licei romani. Viene pubblicato da Feltrinelli in una edizione ridotta: il successo è immediato e porta anche ad una riduzione cinematografica, con tanto di ripubblicazione della versione originale ed integrale del 1992. Nello stesso anno esce il film tratto dall'omonimo libro: Tre metri sopra il cielo, in sala dal 12 marzo 2004, che sancisce la nascita di un nuovo attore italiano, Riccardo Scamarcio.

Con il libro Tre metri sopra il cielo Moccia vince il Premio Torre di Castruccio, sezione Narrativa 2004 e il Premio Insula Romana, sezione Giovani Adulti 2004. Il romanzo viene venduto in tutti i Paesi d'Europa ma anche in Giappone e in Brasile.

Il 9 febbraio 2006 esce il suo secondo romanzo, Ho voglia di te (Feltrinelli), vincitore del Premio Cimitile (attualità), seguito del libro Tre metri sopra il cielo. Anche questo romanzo diviene un film nel 2007, in sala dal 9 marzo con protagonisti Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti. La pellicola ottiene un grandissimo successo di pubblico e un incasso record di 16 milioni di euro.

Il 17 aprile 2007 esce nelle librerie Scusa ma ti chiamo amore edito da Rizzoli, da cui è tratto l’omonimo film in sala dal 25 gennaio 2008, per la regia dello stesso Moccia, interpretato da Raoul Bova e dall’esordiente Michela Quattrociocche. Nel primo week end di programmazione, il film incassa oltre 4 milioni di euro e chiuderà con un grande risultato di botteghino: 13 milioni di euro.

Sempre nel 2007, escono i libri Cercasi Niki disperatamente, edito Rizzoli, il racconto La passeggiata (in allegato con il Corriere della Sera) edito da BUR e il libro del musical di Tre metri sopra il cielo, 3MSC. Emozioni e sogno. Tre metri sopra il cielo. Lo spettacolo, edito da Feltrinelli.

Nel 2008, dalla lavorazione del film Scusa ma ti chiamo amore nasce un libro pubblicato da Rizzoli: Diario di un sogno. Le fotografie, i miei appunti, le mie emozioni, dal set del film «Scusa ma ti chiamo amore».

Il 2 ottobre 2008 esce nelle librerie il romanzo Amore 14, edito da Feltrinelli, da cui verrà tratto un film girato interamente a Roma nell’estate del 2009, prodotto da Medusa e Lotus production, in sala nell’ottobre del 2009.

Nel 2010 è uscito al cinema l’attesissimo seguito del film Scusa ma ti chiamo amore,con protagonisti ancora Raoul Bova e Michela Quattrociocche.

Il 9 Febbraio 2011 è uscito nelle librerie il nuovo romanzo L'uomo che non voleva amare